
Continuous Improvement: metodo, strumenti, switch!
download Questione di priorità, adesso siamo impegnati in una acquisizione, molto promettente e non facile, ultime fasi delle due diligence, unità produttive in un’altra country,

Continuous Improvement? Sì, ma quale?
Molte aziende, tutte le grandi, molte delle medie, qualcuna delle piccole, adottano programmi di miglioramento continuo, usano gli strumenti classici e “moderni” del miglioramento continuo,

Bastano una chiave e due teste
Abbiamo un pizzico di fortuna, beh, ci vuole, ogni tanto, no? La nostra ingegner sta per presentare il frutto del primo token di 20 microLAB

Vieni avanti, cretino!
Il nostro Ing. è contento, la nuova configurazione funziona alla grande, costo zero, investimenti zero, produttività +25%, la sua gente trova in questo migliori condizioni

Produttività, Marginalità, Costo e Valore
Maria ci accoglie con un sorriso tirato, è appena uscita da una riunione di budget, cui ha partecipato anche il Grande Capo in visita pastorale,

Produttività, Marginalità e Miglioramento Continuo
“Da qualunque parte venga il miglioramento, è sempre benvenuto”, così mi disse, non molto tempo fa, una ingegnere ( o adesso si dice ingegnera… a

+23%, +100%… e la spalla come va?
24 marzo 2024 bisogna far bene i compiti, preparare dati ed evidenze, costi reali vs costi standard, nuovo assetto del ciclo produttivo, saving, nuova marginalità…

Giro di boa
Nessuno dei due c’entra niente con la vela, o la nautica, Stefano è appassionato di moto, di musica, di cinema, niente a che fare con

Produttività, Marginalità e Innovazione: tra vecchio e nuovo
C’è un bellissimo rumore intorno alla innovazione, di qualche giorno fa la conferma di poco meno di 300 milioni di euro investiti nel circuito delle

Trovati 500.000 euro… e adesso?
È un bel mezzogiorno, ha smesso di piovere, addirittura la luce del sole, venerdì, Jubal sembra non sapere se ridere o preoccuparsi, condivide una schermata

Valore che vieni, Valore che vai
12Arriva con due minuti di anticipo, abbiamo il tempo di scambiare il saluto, di informarci sullo stato attuale, come stai, come va, il tono generale
Il tempo nel miglioramento
Stiamo guardando uno schema di impianto, fatto con CAD, nitido, preciso, una delle cinque campate servite dal carro ponte, Francesco collega ciascuna sezione ai video

Tra il dire e il fare: Valore e ~Valore
Giulia si presenta puntualissima al nostro microciclo, con il filmato fatto. Abbiamo un inciampo tecnico per cui la condivisione del filmato non parte subito: Muda
Il tempo del miglioramento (continuo)
La prima cosa contro cui sbattiamo regolarmente il naso, all’inizio del nostro lavoro dedicato al Continuous Improvement è il riscontro, il feedback immancabile delle persone

Presi per il naso
A un certo punto Lorenzo salta su e ci dice: a me sta roba del takta ‘un m’è mai andata giù… la calata toscana è
Continuous Improvement, Valore e ~ Valore
Quello che continuiamo a vedere è che il Continuous Improvement NON è Continuous Improvement: certo, ci sono miglioramenti, certo, l’impegno è continuo, ma questo NON

MUDA – Che cosa li rende invisibili
Ogni persona, nel proprio lavoro, ambisce a generare valore per sè: ricordate quando vi ho chiesto come vi sareste sentiti se allo scadere dei cinque

MUDA – CHE COSA SONO – parte 2
MUDA: ogni oggetto e azione (dell’uomo o di una macchina) che non aggiunge valore, per il cliente, direttamente e nel momento in cui viene osservato

MUDA – CHE COSA SONO – parte 1
“Per essere buoni fotogiornalisti bisognerebbe passarsi della carta vetrata sugli occhi tutte le mattine”. Guy Le Querrec Si lo so, non siamo qui per fare
Toyota!?! Ancora?!? Ebbasta, no, cheppizza…
Il mio socio, kaizenico evoluto, mi dice (per la verità mi txta, whatsapp è troppo comodo), un paio di settimane fa, dài un’occhiata a questo
30 aprile 2024
ricominciamo da tre, forti dei risultati che abbiamo ottenuto in questi primi due anni di sperimentazione del nuovo metodo che permette di generare e aumentare produttività e marginalità in modo continuo.
Abbiamo cambiato alcune cose, restano stabili e confermati i cardini del lavoro
- che cosa non-fare: non copiare, non importare, se non aggiungendo valore o togliendo non-valore a processi e sistemi
- che cosa fare: caccia quotidiana al non-valore, azioni quotidiane per eliminarlo o ridurlo, presidio della generazione di valore e azioni quotidiane per accrescere il valore generato
- come fare: trovare, abilitare la spalla, dove siamo, la spalla indispensabile a qualunque protagonista organizzativo (e lo siamo tutti), abilitarci a fare da spalla, ad essere spalla di un altro, un altro protagonista.
Le parole sono semplici, le azioni no: abbiamo dovuto cambiare anche le parole con cui indichiamo le cose, per non restare imprigionati in vecchie, zoppicanti e malcomprese parole di importazione, muda, value stream, senpai, kohai, sigma, che ci hanno annebbiato la vista per decenni.
Andiamo alle cose, andiamo sui processi reali, lasciamo stare il gemba, fa figo saperla dire e usare, ma confonde la testa, già spesso confusa per conto suo, è normale, nel nostro mondo rutilante: andiamo dove le cose succedono, guardiamo le cose che succedono, non i report, quelli il meno possibile, ben consapevoli che riuscire a vedere quel che c’è, le cose, le azioni, saper indicare senza errore che cosa è valore e che cosa è non-valore, è difficile.
Non è semplice modificare il pensiero che guida l’azione, che decide, prima che ce ne accorgiamo, che cosa è importante e che cosa no, il perchè e il senso di ciò che non riusciamo più a osservare, a guardare per quello che è.
Restano tutti delusi e arrabbiati quando scoprono che la percentuale di valore di qualunque processo produttivo, di beni materiali e di beni immateriali, è ridicolmente piccola rispetto alla percentuale di non-valore, di “infatturabile”: eppure, senza questa lucida e spietata consapevole conoscenza, non possiamo migliorare, progredire, generare con continuità marginalità crescente, crescente produttività.
Ma ce la facciamo, ci riusciamo, riusciamo sempre più e sempre meglio a riconoscere che ogni giorno ci presenta una “realtà” nuova, diversa da come la vedevamo ieri, ogni pezzetto che vediamo è una domanda che merita una nostra risposta. Le domande, fondamentalmente, sono quattro:
- come rimuovo questo non-valore?
- come accresco questo valore?
- come posso essere buona spalla dell’altro, del protagonista?
- come ottengo che la mia spalla realizzi con me, protagonista, una buona performance oggi, una buona giornata, oggi?
Ed è formidabile riscontrare, ogni giorno, che lo possiamo fare, ce la possiamo fare, e che questo è fonte di grande soddisfazione, forse ancora più importante di produttività e marginalità… diciamolo chiaro, senza forse, questo è più importante di produttività e marginalità, molto di più, questo è il motore, quelle sono effetti collaterali.

