Produttività, Marginalità e Innovazione: tra vecchio e nuovo

C’è un bellissimo rumore intorno alla innovazione, di qualche giorno fa la conferma di poco meno di 300 milioni di euro investiti nel circuito delle start up, di tutti i tipi, cantinari, garagisti e ospitati negli hub, Talent Garden, Chilometro Rosso, nuove idee, invenzioni, di tutti i tipi, dispositivi, prodotti, formule chimiche, servizi.

Da questo vento delle startup sono stato toccato più volte, in questi anni, uno mi ha mezzo travolto, non è andata proprio bene, quasi ci rimetto le penne, beh, non tutte le ciambelle riescono col buco, similitudine che oggi ha perso quasi totalmente significato, non fosse per i dognut, non proprio ciambelle, ma hanno il buco e il dolce intorno.

All’aria sovraeccitata ed al disordinato turbine che per me ha caratterizzato quelle esperienze, lo ammetto, preferisco il costante martellare, vedere, rivedere, misurare, provare, riprovare, correggere, misurare, stabilizzare, e poi ricominciare, vedere, rivedere, scoprendo altri possibili passi, altro non-valore da togliere, altro valore da aggiungere, ogni giorno.

Noioso? Ah no, proprio no, per me resta moderatamente eccitante, più che abbastanza per rendere le mie giornate ragionevolmente soddisfacenti.

Questione soggettiva, dunque?

Direi di no, il nodo è sistemico, è per questo motivo che cerco qui di occuparmene.

Sul come si fa innovazione hanno scritto in molti, d’altro canto il termine stesso si presta a molteplici usi e interpretazioni: per me, per noi, il campo è limitato a ciò che di nuovo, di diverso (nuovo perché diverso da prima) introduco nei processi di lavoro, distinguendo accuratamente se e quando e quanto si tratta di strumenti (macchine, materiali, attrezzi), spazi, o protocolli di esecuzione di azioni.

Si possono certo trovare modi diversi per descrivere i modi attraverso cui ciascuno riconosce, riscontra, l’innovazione, anche se penso che, grosso modo, pur cambiando i nomi, gli ambiti siano sempre quelli: nessun dubbio sulla forte correlazione tra innovazione, produttività e marginalità?

Spero, per tutti, che i dubbi ci siano, e che l’attenzione e la capacità di distinguere tra innovazioni realmente capaci di togliere dis-valore e/o aumentare il valore (per il cliente), e quelle che sembrano tali e non lo sono, siano sempre elevate.

Trovare esempi di innovazioni realmente capaci di generare valore aggiunto in termini di produttività e marginalità, distinguendole dalle altre è relativamente semplice, seguire questo filo mi porterebbe lontano da ciò che vorrei cercare di illuminare un poco di più oggi, che è la parte “tra vecchio e nuovo”: come arrivo alla innovazione?

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