24 marzo 2024
bisogna far bene i compiti, preparare dati ed evidenze, costi reali vs costi standard, nuovo assetto del ciclo produttivo, saving, nuova marginalità…
Jubal ha a suo tempo informato il suo capo del fatto che si stava occupando di una idea di miglioramento, con il nostro supporto, ma il suo capo non è stato coinvolto in tutti i passi che abbiamo fatto, ha dato volentieri la sua approvazione: come riuscire a fargli capire bene che cosa Jubal può realizzare? Bisognerà occuparsene…
È anche possibile che noi stessi, valinova, diventiamo parte del problema, e non della soluzione: in quella azienda hanno fatto e fanno di tutto, six-sigma, WCM, Lean, adesso arriviamo anche noi, con un metodo completamente diverso, ci mancava solo questa… è certamente possibile che incontriamo “resistenze” opposte dalle altre parrocchie, come ce la caviamo?
Non è questione di invidia, detta in modo “comune” (lasciamo da parte la sistemica, per un momento) è che non è facile accettare che sin qui si è fatto in un modo che non ha generato quella marginalità, c’è il rischio che qualcuno tema di perdere la faccia, di perdere credibilità… prendimi la borsa, prima non era mia, ora è mia, dopo non sarà più mia, ma non portarmi via il nome, la mia onorabilità: questo non fa te ricco, e rende me poverissimo.
Non dovrebbe essere così, naturalmente, il miglioramento sistemico ha bisogno di un contesto no-blame, dove nulla di ciò che si è fatto (o non fatto, è anche questo un fare) viene usato per screditare, l’attenzione costante al gemba processo reale, al miglioramento continuo, è al sicuro nella cornice del riconoscimento che ciascuno non può che aver fatto del suo meglio, non può fare altro che del proprio meglio: e tutti partiamo da questo per migliorare e continuare a migliorare.
E poi, per noi, c’è il rischio più grande, il rischio che questo lavoro venga scambiato per quello che non è e non deve essere: noi non facciamo cost cutting, cost reducing, cost saving, ottimizzazione di processo, non serve, non è abbastanza, quelle sono solo ombre, effetti collaterali.
Con tutto il rispetto, è paccottaglia, similoro luccicante che seduce e distrae dal focus che va mantenuto costante sulla ricerca, sul gemba nel processo reale, di valore e non-valore, basando solo su quello ogni nostra iniziativa di miglioramento, e sul costruire, ogni giorno, rapporti senpai-kohai spalla-protagonista tra chi lavora insieme.
Jubal ha fatto i primi passi anche su questo, condividendo con i suoi collaboratori alcuni pezzi del lavoro che sta facendo con noi, non ci ha raccontato molto di come e che cosa ha fatto, ma quel po’ che ha raccontato lo ha raccontato ridendo soddisfatto…
Il colpaccio da mezzo milione rischia di oscurare quello che ha maggior valore non solo per Jubal e il suo capo, ma per tutta l’azienda: sì, è il metodo, è questo che va protetto e diffuso e sostenuto, è questo che ha il valore maggiore, è questo che permette alla macchina organizzativa, al sistema organizzativo, di migliorare, ogni giorno, produttività e marginalità.
30 maggio 2024
Eccoci, ci siamo, settimana prossima siamo in scena, sono passati più di due mesi, alla faccia del miglioramento rapido, il pezzo che hai appena letto è del 24 marzo, e da allora sono successe parecchie cose. Jubal ha fatto tutto quello che era possibile, ha completato la parte di testing del nuovo metodo, che ora si chiama metodo Valinova: è stato bravissimo, abbiamo sfruttato una fase di lavorazione per generare un incremento di produttività del 23%, in tre settimane, a costo zero e investimenti zero.
Adesso Jubal ha una prova valida, generata e confermata lì, dove lavorano loro, interna, da presentare al suo capo, che rende sicuri tutti circa la validità del metodo, attraverso il quale è stato individuato il mezzomilione di euro di marginalità che si può generare, simultaneamente ad un incremento di produttività del 100%, da 20 pezzi mese a 40 pezzi mese, a costo zero e investimenti zero, o quasi, poiché è possibile che un fornitore debba modificare una delle sue mescole speciali… modifiche che non costano nulla, ma siamo sicuri che il fornitore proverà a metterla giù dura e a spuntare un qualche percento in più sul vecchio prezzo.
Ci sarebbe da volare su questa innovazione di processo (eh sì, è innovazione, vengono cambiate alcune cose rispetto a prima, la possiamo e dobbiamo considerare innovazione, generata dal miglioramento continuo di tipo2, vedi post successivo), e invece, maledizione, è un passetto dopo l’altro: si sarebbe potuto concludere tutto in tre settimane, e cominciare due mesi fa a incassare margine oltre a poter vendere di più (i pezzi sono molto richiesti, la domanda è più forte dell’offerta), aumentando ancora il margine d’impresa, insomma stiamo perdendo soldi, e tanti… invece dopo oltre due mesi siamo ancora fermi alle prove di fattibilità fatte in casa, con quel che c’è, non possiamo avere il nuovo materiale prima che il progetto sia approvato, e il progetto non può essere approvato, nel quadro attuale, senza positive prove di fattibilità, da fare, appunto, con quel che c’è…
L’ultima, di ieri, è che anche queste prove, le ultime, subiranno un ritardo di cinque giorni, causa ritardi di consegna nella supply chain interna…
Faremo in tempo, per essere pronti ad andare in scena la settimana prossima? Ci arriviamo sul fotofinish, AGWWPGBMA… eh? ah sì, antiche clausole di contratti di trasporto marittimo, All Going Well, Weather Permitting, God Blessing and Mary Approving, così me l’hanno venduta.
Andiamo in scena? Mica siamo a teatro, qui è una fabbrica, che diavolo vuol dire che settimana prossima andiamo in scena? Vuol dire che Jubal presenta il progetto al suo capo, per ottenere i permessi necessari a procedere con la realizzazione del colpaccio da mezzomilione e 100% di incremento di produttività… ecco, questo è il significato di “andare in scena”.
Sapendo che il capo di jubal, anche se lì dentro è un pezzo grosso, ha un capo da cui ottenere altri permessi…
Magari non se n’è accorto nessuno, ma nel primo pezzo del post, verso la fine, ci sono due cancellature, gemba e senpai-kohai, quest’ultima sostituita da spalla-protagonista: ancora a teatro, o al cinema? Certamente no, non è questione di nomi, di nomenclatura, ma di sostanza: a noi occidentali è impossibile replicare la diade senpai-kohai, è DNA della cultura giapponese, noi non siamo cresciuti con le radici piantate in quel DNA.
Ricordo qui, ringraziandolo ancora, una appassionata discussione con Luca Celora, amico sistemico e professionista di rara vaglia, lui in Giappone ci ha lavorato per un sacco di anni, riconoscendo e onorandone la diversità: la cosa più vicina che abbiamo noi è la coppia vecio-bocia, nota tra gli alpini, ignota altrove,oggi in via di estinzione, tempi moderni.
Non che l’equivalente occidentale senpai-kohai non esista, esiste sì, mio figlio ha trovato un senpai con i fiocchi, io ne ho visti alcuni, qua e là, germinazione spontanea… invece per i giapponesi è una costante sociale, e Toyota intenzionalmente lega ciascuno ad un senpai, germinazione sistematica e stabile proprietà sistemica.
Il capo di Jubal non è il senpai di Jubal, il capo del capo di Jubal non è il senpai del capo di Jubal, difficilmente lo potrà mai diventare, anche ammesso che gli interessi: la nostra diversità richiede una diversa possibilità di declinazione di questo cruciale snodo organizzativo. E la migliore approssimazione che abbiamo trovato è spalla-protagonista, in cui spalla è chi aiuta il protagonista a fare bene la sua parte e ad ottenere successo: più facile? La spalla è sempre di “rango” superiore, il protagonista, tra i due, è sempre quello più vicino ai processi reali… no, non facile. Ma possibile, fattibile.
Questa è una delle due condizioni per il miglioramento continuo sistemico, quotidiano, non fatto di iniziative, intuizioni, colpi di genio (servono anche loro, vanno benissimo, ma non sono “continui”, quotidiani), ma di una quotidiana presa sui processi reali costantemente tesa alla individuazione e riconoscimento del non-valore e del valore, alla eliminazione del non-valore e all’aumento del valore.
Se Jubal avesse avuta la sua Spalla nel posto in cui doveva essere, e la sua Spalla, a sua volta, la sua Spalla dove doveva essere, ci avremmo messo 3 settimane: così non era, così non è. Beh, è soltanto un altro non-valore di processo, diamoci da fare, vediamo di rimuoverlo… ah no, ma no, il capo di Jubal è un brav’uomo, mica lo vogliamo rimuovere, che sciocchezze. La nostra scommessa è che riusciremo ad averlo come Spalla di Jubal molto presto, è per questo che stiamo lavorando così tanto sulla “presentazione interna”, è un cambiamento di processo, un miglioramento di processo stabile, ciò che vogliamo ottenere. E che otterremo.
E la tua spalla, come va?
Ah, grazie per avermelo chiesto, meglio grazie, sai com’è, l’età, è una articolazione balorda, un osso appeso ad una biforcazione, ma gli esercizi stanno servendo tantissimo, è quasi a posto 😊

